Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Altrimenti, non cominciare mai.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate, mogli, parenti, impieghi e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione,
Potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.
L’isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza, di quanto tu realmente voglia farlo.
E lo farai a dispetto dell’emarginazione e delle peggiori diseguaglianze.
E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Non esiste sensazione altrettanto bella.
Sarai solo con gli Dei.
E le notti arderanno tra le fiamme.
Fallo, fallo, fallo. FALLO!
Fino in fondo, fino in fondo.
Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta.
È l’unica battaglia giusta che esista.
-"Lancia il Dado" Charles Bukowski-
martedì 25 settembre 2007
giovedì 9 agosto 2007
giovedì 2 agosto 2007
Un poco de Historia ovvero un cacho de Cultura
Un poco di Historia
ovvero
un cacho de cultura.
(Un pò di storia ovvero un pezzo di cultura)
Premessa
La Cueva Tango Club porta il "duo tipico" di dj's Punto y Branca alle più svariate esperienze.
Dj's residents dal 2001 presso La Cueva (no-art gallery), una galleria d'arte di Milano che di sotterraneo ha soltanto la collocazione fisica delle esposizioni (in realtà gli artisti e le opere trattate sono il prodotto di una sana e schietta controcultura, che viene alla luce e che sconvolge il panorama italiano -Flash Art-), e al suo interno creano il "Tango de miercoles".
Appuntamento settimanale definito dai quotidiani Repubblica e Corriere della Sera come "serata di culto della notte milanese dove giovani e meno giovani ballano il tango fino a tarda notte in un'atmosfera informale e rilassata". "Guardia joven: Con passione tra punk e vecchie milonghe"
La Cueva Tango Club ha la particolarità di unire, con una calda e sofisticata selezione di tangos de ayer y hoy, giovani dai capelli colorati, tatuaggi e piercing a sofisticati milongueri di vecchia data.
I Dj SETs durano da un minimo di 3 ore ad un massimo di 10 ore e sono spesso accompagnati dai Visuals di Mr DRY.
ovvero
un cacho de cultura.
(Un pò di storia ovvero un pezzo di cultura)
Premessa
La Cueva Tango Club porta il "duo tipico" di dj's Punto y Branca alle più svariate esperienze.
Dj's residents dal 2001 presso La Cueva (no-art gallery), una galleria d'arte di Milano che di sotterraneo ha soltanto la collocazione fisica delle esposizioni (in realtà gli artisti e le opere trattate sono il prodotto di una sana e schietta controcultura, che viene alla luce e che sconvolge il panorama italiano -Flash Art-), e al suo interno creano il "Tango de miercoles".
Appuntamento settimanale definito dai quotidiani Repubblica e Corriere della Sera come "serata di culto della notte milanese dove giovani e meno giovani ballano il tango fino a tarda notte in un'atmosfera informale e rilassata". "Guardia joven: Con passione tra punk e vecchie milonghe"
La Cueva Tango Club ha la particolarità di unire, con una calda e sofisticata selezione di tangos de ayer y hoy, giovani dai capelli colorati, tatuaggi e piercing a sofisticati milongueri di vecchia data.
I Dj SETs durano da un minimo di 3 ore ad un massimo di 10 ore e sono spesso accompagnati dai Visuals di Mr DRY.

Storia
Nel gennaio del 2001 nasce La Cueva (No-Art gallery) in uno degli angoli più caratteristici di Milano, da un'iniziativa di Jorge Vacca e Giovanni Peritore.
Con questo comunicato cominciava l'avventura ricchissima di esperienze e sfumature:
"TOPOLIN EDIZIONI (www.topolin.it/) hanno il piacere di informarvi del'inaugurazione della galleria "La Cueva", uno spazio espositivo permanente nel cuore dei Navigli di Milano.Topolin Edizioni apre un luogo di convergenza tra la cultura underground delle sue produzioni e le arti visive, design, illustrazione, pittura, videoart,ecc..., attivando una sinergia insuale tra le diverse arti. Un nuovo spazio a Milano per incontrarsi, discutere, creare con una nuova intensità rispondendo alla necessità di una riflessione sulla Comunicazione.
Il Calendario degli appuntamenti de La Cueva (no-art gallery) è ricco di mostre, incontri e progetti di artisti italiani ed internazionali che verranno ospitati con cadenza mensile."
La Cueva si è dimostrata nel corso degli anni un luogo di grande sperimentazione artistica, musicale e fondamentalmente, umana. Fino a diventare uno dei luoghi più "Cult" non solo di Milano.
La Cueva è una grande Babele, che come in quelli racconti bibliche, arrivavano carovane da una e dall'altra parte e per poi, tutte, coinfluire in un solo posto, nello stesso posto. La Cueva.

Artisti, pazzi e criminali (parafrasando Osvaldo Soriano) coabitano e intercambiano informazione.
Mostre, Performances, serate danzanti fino alle 9 del mattino offrendo quella libertà d'espresione unica. (Vedi mostre: http://www.topolin.it/)
People from La Cueva :http://www.flickr.com/photos/99829432@N00/
(Le foto sono di Giò Peritore e Turistipercaso.org)
Scrive Ferrucio Giromini:" La Cueva vuole privilegiare la cosidetta "underground art" quella che da sempre si pone in contraposizione all'establishment, non solo artistico ma pure sociale e culturale. Arte "antagonista", la si potrebbe definire; una azione artistica, insomma, dove l' azione rimane più importante dell'arte. In poco tempo La Cueva è diventata un punto di riferimento non solo nazionale dell'undergound"
Scrive Niccolo Manzolini per Exibart: "Se pensate di entrare in una location espositiva patinata, come la maggior parte di quelle milanesi, vi sbagliate. Il tentativo della Topolin Edizioni, è quello di esportare una tendenza che all'Italia appartiene ben poco; una galleria autogestita in un stabile occupato che propugna un'antitesi all'arte convenzionale. A La Cueva di sotterraneo c'è solo la collocazione fisica dell'esposizione: si tratta di sana e schietta controcultura che viene alla luce y sconvolge il panorama italiano"
E per finire anche il New York Arts Magazine si occupa di noi: "A La Cueva, l'unico luogo a Milano dove le mostre sono contemporanee".
Per ora ci fermiamo qui. Presto continuerà
mercoledì 1 agosto 2007
Golgota
Gólgota
1938
Música: Rodolfo Biagi
Letra: Francisco Gorrindo
Yo fui capaz de darme entero y es por eso
que me encuentro hecho pedazos,
y me encuentro abandonao.
Porque me di, sin ver a quién me daba,
y hoy tengo como premio
que estar arrodillao.
Arrodillao frente al altar de la mentira,
frente a tantas alcancías,
que se llaman corazón;
y comulgar en tanta hipocresía,
por el pan diario,
por un rincón.
Arrodillao, hay que vivir,
pa' merecer algún favor;
que si de pie te ponés,
para gritar
tanta ruina y maldad.
Crucificao, te vas a ver,
por la moral de los demás;
en este Gólgota cruel,
donde el más vil,
ése, la va de Juez.
No me han dejao
más que el consuelo de mis noches,
de mis noches de bohemia,
mezclar sueños con alcohol.
Ni quiero más, me basta estando solo,
teniendo por amigo
un vaso de licor.
Que por lo menos con monedas he comprado,
a quién no podrá venderme,
quién me prestará valor
para cumplir en este circo diario,
con las piruetas
de tanto clown.
1938
Música: Rodolfo Biagi
Letra: Francisco Gorrindo
Yo fui capaz de darme entero y es por eso
que me encuentro hecho pedazos,
y me encuentro abandonao.
Porque me di, sin ver a quién me daba,
y hoy tengo como premio
que estar arrodillao.
Arrodillao frente al altar de la mentira,
frente a tantas alcancías,
que se llaman corazón;
y comulgar en tanta hipocresía,
por el pan diario,
por un rincón.
Arrodillao, hay que vivir,
pa' merecer algún favor;
que si de pie te ponés,
para gritar
tanta ruina y maldad.
Crucificao, te vas a ver,
por la moral de los demás;
en este Gólgota cruel,
donde el más vil,
ése, la va de Juez.
No me han dejao
más que el consuelo de mis noches,
de mis noches de bohemia,
mezclar sueños con alcohol.
Ni quiero más, me basta estando solo,
teniendo por amigo
un vaso de licor.
Que por lo menos con monedas he comprado,
a quién no podrá venderme,
quién me prestará valor
para cumplir en este circo diario,
con las piruetas
de tanto clown.
martedì 3 luglio 2007
lunedì 2 luglio 2007
BIEN PULENTA
Música: Juan D'Arienzo / Héctor Varela
Letra: Carlos Waiss
Estoy hecho en el ambiente de muchachos calaveras,
entre guapos y malandras me hice taura pa' tallar,
me he jugado sin dar pifia en bulines y carpetas,
me enseñaron a ser vivo muchos vivos de verdad.
No me gustan los boliches que las copas charlan mucho
y entre tragos se deschava lo que nunca se pensó.
Yo conozco tantos hombres que eran vivos y eran duchos
y en la cruz de cuatro copas se comieron un garrón.
Yo nunca fui shusheta
de pinta y fulería,
y sé lo que es jugarse
la suerte a una baraja
si tengo un metejón.
Le escapo a ese chamuyo
fulero y confidente
de aquéllos que se sienten
amigos de ocasión.
Yo soy de aquellas horas
que laten dentro 'el pecho,
de minas seguidoras,
de hombres bien derechos
tallando tras cartón.
Siempre sé tener conducta por más contra que me busquen,
aunque muchos se embalurden que soy punto pa' currar,
ando chivo con la yuta porque tengo mi rebusque
y me aguanto cualquier copo con las cartas que me dan.
No me gusta avivar giles que después se me hacen contra,
acostumbro escuchar mucho, nunca fui conversador.
Y aprendí desde purrete que el que nace calavera
no se tuerce con la mala, ni tampoco es batidor.
Letra: Carlos Waiss
Estoy hecho en el ambiente de muchachos calaveras,
entre guapos y malandras me hice taura pa' tallar,
me he jugado sin dar pifia en bulines y carpetas,
me enseñaron a ser vivo muchos vivos de verdad.
No me gustan los boliches que las copas charlan mucho
y entre tragos se deschava lo que nunca se pensó.
Yo conozco tantos hombres que eran vivos y eran duchos
y en la cruz de cuatro copas se comieron un garrón.
Yo nunca fui shusheta
de pinta y fulería,
y sé lo que es jugarse
la suerte a una baraja
si tengo un metejón.
Le escapo a ese chamuyo
fulero y confidente
de aquéllos que se sienten
amigos de ocasión.
Yo soy de aquellas horas
que laten dentro 'el pecho,
de minas seguidoras,
de hombres bien derechos
tallando tras cartón.
Siempre sé tener conducta por más contra que me busquen,
aunque muchos se embalurden que soy punto pa' currar,
ando chivo con la yuta porque tengo mi rebusque
y me aguanto cualquier copo con las cartas que me dan.
No me gusta avivar giles que después se me hacen contra,
acostumbro escuchar mucho, nunca fui conversador.
Y aprendí desde purrete que el que nace calavera
no se tuerce con la mala, ni tampoco es batidor.
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